Il ruolo e la gestione delle emozioni in azienda

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Le emozioni, solitamente note come un elemento caratterizzante ogni singolo individuo, ricoprono un ruolo molto importante anche sul posto di lavoro e all’interno di una realtà organizzativa come l’azienda. In particolare, ci si rende sempre più conto di quanto le emozioni diventino centrali nel momento in cui parliamo di lavoro, considerando l’attuale situazione di crisi economica che vive nel nostro Paese e quanto sia diventato ormai complesso l’ottenimento di un posto di lavoro.
Ecco dunque che le emozioni rientrano da più punti di vista: quello del datore di lavoro che vorrebbe scegliere il candidato ideale; quello del futuro lavoratore; quello dei lavoratori già facenti parte di un’azienda, quello dei candidati esclusi. Tutto ciò è a noi noto a partire dalle strategie di selezione del personale, dove attualmente l’espressione emotiva appare essere un criterio di grande considerazione nel momento in cui si è di fronte a una rosa di candidati che probabilmente hanno importanti trascorsi lavorativi alle spalle.
Si tende quindi, a livello di selezione, a far ricadere la scelta tenendo conto anche del possibile lavoro emozionale che caratterizzerà un candidato piuttosto che un altro. Le risposte saranno valutate tenendo conto di tale aspetto e ciò fa si che il candidato dovrà confrontarsi non soltanto sul piano delle conoscenze e competenze, ma anche su quello comportamentale.
Si parla, infatti, di comportamento emozionale, ovvero della capacità del futuro lavoratore di gestire situazioni complesse, o urgenti.
Una modalità utile per le aziende che vogliono favorire il comportamento emozionale dei propri dipendenti è la partecipazione a percorsi di formazione volti a mostrare ai lavoratori come mettere in atto l’emozione più adeguata, all’interno di tali corsi si possono riproporre ad esempio delle prassi da mettere in atto a seguito delle risposte da parte dei clienti ( Leidner, 1993).
Unitamente a ciò è di grande importanza offrire supervisione ai lavoratori, in modo tale da contenere i livelli di stress qualora siano presenti e di sviluppare e ampliare attitudini e capacità proprie di ogni singolo lavoratore, indipendentemente dal ruolo ricoperto.
Ci rendiamo dunque conto di quanto il ruolo della psicologia diventi sempre più importante in ambito organizzativo e lavorativo, poiché abbiamo a che fare con singoli individui, e come tali portatori di caratteristiche e modalità di approccio all’altro differenti. La possibilità di ricevere supervisione di gruppo all’interno dell’ambito lavorativo risulta essere di vitale importanza al fine di ridurre lo stress, evitare il burn out, migliorare l’armonia lavorativa e il susseguente rendimento.

(L. Porry Pastorel)

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