Covid 19, un’emergenza che avanza, qualcosa di totalmente inaspettato che possiamo definire come evento traumatico e che lascerà un importante segno nella mente e nel cuore di tutti noi. Ci si può preparare nel fronteggiare situazioni di questo tipo? Esiste una difesa efficace? Purtroppo non ho risposte positive a questi quesiti. La preparazione ci sarà ma a posteriori, quando una volta superata la fase critica e rientrati all’interno di un’ottica di normalità, inizieremo a ripensare all’accaduto cercando di dargli un senso. Sarà un processo lento e profondo, nel quale ci dovremo confrontare con sentimenti di impotenza, perdita, lutto, dolore e paura. L’ansia sta caratterizzando le nostre giornate fatte di isolamento e dobbiamo essere forti e positivi per poter superare tutto questo. Purtroppo siamo in una guerra nella quale il nemico si nasconde, sfugge ma colpisce, è rapido ed ha molte strategie. Dobbiamo difenderci, proteggerci, perché questo non è ancora il momento per poter attaccare. Cerchiamo di sfruttare questo tempo per dare spazio al pensiero creativo, produttivo, nel quale poter pensare e ripensare alla nostra vita con uno sguardo differente. Il superfluo non conta più, non trova più spazio in questa nuova condizione. Gli affetti ritrovano amplio spazio, i rapporti nella loro autenticità ci donano ricchezza. Forse paradossalmente il mondo aveva bisogno di una forte scossa per liberarsi dell’inutile vuoto e della finzione nella quale viveva. Tutto questo ha un costo drammatico, ma è nostro dovere il cercare di trovare un senso a questa realtà, valorizzando, rafforzando e proteggendo quello che c’è e che abbiamo.

Dott.ssa Laura Porry Pastorel

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